LIONS CLUB 108 TB | Relazione programmatica del Governatore
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Relazione programmatica del Governatore

Relazione programmatica del Governatore

Di Bernardino Salvati

È un compito piacevole quello che mi accingo a svolgere e – lo dico con grande sincerità – lo ritengo allo stesso tempo doveroso e gratificante. Vi devo presentare, infatti, le linee che guideranno la scelta delle attività del prossimo Anno lionistico, che mi vedrà – se lo vorrete – guidare il nostro Distretto. Ho ritenuto che sia indispensabile, prima di affrontare temi organizzativi, ai quali, comunque, riservo una grande considerazione e che Vi chiederò di eseguire con attenzione e dedizione, trasmettervi il pensiero ed i sentimenti che mi pervengono dal vivere l’attualità di una società che presenta tanti ardui e nuovi problemi che hanno mutato radicalmente il mondo lionistico a cui eravamo abituati e che ci piaceva tanto. Per fare questo non potevo che partire dall’analisi dello stato, dalla considerazione delle attività di servizio, dalla consapevole conoscenza dei bisogni dei nostri club e del nostro territorio per tentare di sviluppare un programma coerente che si potrebbe realizzare nello straordinario spazio etico e morale della nostra Associazione.

È la crisi economica che da dieci anni attanaglia il nostro Paese, la mancanza di lavoro, le difficoltà dei giovani e l’incertezza del loro futuro il primo pensiero che si affaccia alla mia mente. Ma le persone anziane – che sono tanta parte della nostra popolazione – sono da trascurarsi? Sono da abbandonare al destino di una povera vecchiaia proprio loro che – pur con inevitabili errori – ci hanno portato ad un livello comunque mai raggiunto dai nostri genitori? Il penultimo articolo del Codice dell’Etica lionistica ci impone di “aiutare gli altri”, dando comprensione a chi è in difficoltà, aiuto ai deboli e beni ai bisognosi. I giovani e gli anziani saranno, pertanto, il primo punto nel mio programma di mandato. Ma che dire di una società in cui bisogna amaramente registrare la perdita di tutti i valori e della centralità dell’Uomo, se non che il lionismo deve continuare assolutamente a svolgere il suo ruolo di sempre ponendosi, però, come primo traguardo quello di assumere l’impegno di essere e non di apparire. La presenza dei club nel loro territorio, impegnati in fattive azioni sociali, sarà da me propugnata e sostenuta come uno dei cardini del mio anno di servizio. In un quadro generale di forte preoccupazione (nonostante i timidi segnali di inversione di tendenza che si sono manifestati negli ultimi tempi), dobbiamo segnalare come la situazione ormai da anni degradata della vita pubblica, il diffondersi della corruzione nelle diverse sedi della politica e delle amministrazioni locali, gli incoscienti sperperi di denaro pubblico e il sempre più esteso esempio di diffusa delinquenza hanno portato ad un distacco dell’Uomo dalla vita sociale, il che comporta, inevitabilmente, il chiudersi nel proprio privato e l’allontanamento da quelli che sono sempre stati i cardini della nostra Associazione. È per il recupero di questi valori in via di estinzione che – a mio avviso – i Lions dovrebbero operare intensamente. La vita lionistica deve risultare come coronamento etico e morale della propria vita privata e professionale e non – come da molti inteso – mezzo per gratificazione sociale, incremento delle fonti di reddito, esternazione della propria personalità.

Il Governatore Salvati sarà sempre a fianco degli Amici che seguiranno questa semplice linea guida: il Lions non è un comitato di affari ma il più grande ente morale nel mondo dedito al servire i più deboli ed i più disagiati. Crisi economica, crisi sociale, ma soprattutto, e questa interessa da vicino i Lions, crisi morale: non facciamo – in larga parte – quello per cui siamo nati e quello che ci ha consentito di raggiungere il prestigioso traguardo dei cento anni della nostra Associazione. La Società, per crescere, ha bisogno di nutrirsi di grandi ideali e di coniugare etica e morale: se, come Lions, fossimo capaci di recuperare queste motivazioni, avremmo ottenuto una vittoria eclatante. In una società in cui ciascun cittadino tende a chiudersi in sé stesso, a non confrontarsi con l’altro, a non dialogare, a non aprire una discussione critica, noi, come Lions, dobbiamo recuperare il senso della Comunità, che diventa l’unica garanzia per la crescita morale delle persone: bisogna far sì che ciascuno esca dal proprio guscio protettivo, per evitare l’angoscia della solitudine, e riprenda a vivere nella dimensione dell’Umanità.

Le sfide che attendono i Lions del nostro Distretto sono tante: dalla libertà di pensiero ad un progetto di costruzione di un impegno, che non si limiti ad amministrare l’esistente; dai grandi temi della laicità al desiderio di giustizia e libertà. Il compito dei Lions è proprio quello di ricostruire l’etica perduta, dando spazio a libertà e a responsabilità. La società è in continuo cambiamento e anche l’Associazione deve adeguarsi ai tempi moderni: non è ammissibile che, mentre superiamo i 100 anni del lionismo, oggi si voglia intervenire sul territorio ancora con opere di beneficenza e raccolte di fondi che sono fuori dal lionismo. In questo scenario bisogna dare la massima importanza alla parte organizzativa: nessun alto palazzo ha mai potuto reggersi senza adeguate fondamenta. Ho verificato in questi anni una certa riluttanza, da parte di qualche club, ad organizzare la propria vita associativa adeguandola ai consigli ed ai suggerimenti dell’Associazione. Io credo fermamente che programmazione e concretezza debbano essere le fondamenta sulle quali costruire quell’Opera etica e morale di cui abbiamo parlato prima. Darò, quindi, la massima importanza alla realizzazione della gestione organizzativa dei club nella consapevolezza che volontariato non vuol dire pressapochismo.

La costruzione di una nuova generazione di Officer di club sarà una delle priorità del mio mandato. Sarà questa la futura base dirigenziale del Lions dei prossimi anni. Essi si renderanno garanti nei miei confronti della realizzazione nei club di quelle linee guida organizzative che già da qualche anno conosciamo ma che non sono ad oggi applicate da una significativa parte di essi. Non è “libertà” né “autonomia dei club” il non seguire le linee guida che il Governatore suggerisce su indicazione, ovviamente, dell’Associazione. Esse derivano non dalla sua propria esperienza ma da quella di tutti i club del mondo ed è assoluta arroganza pensare che il proprio agire sia migliore di quello che scaturisce da migliaia di esperienze. Un buon club è quello che riesce a fare sintesi ed unità di azione tra le indicazioni del Governatore e la propria autonomia e libertà. Le azioni organizzative nei club, indicate da acronimi per comodità lessicale (GLT, GMT, ect.) non derivano da un mero esercizio didattico ma rispondono alla necessità della divisione dei compiti. È passato il tempo dei “factotum” che non possono fare – per definizione – “bene tutto”. In una Associazione di persone che normalmente lavorano e dedicano al servizio parte del loro tempo libero, coloro che assumono dei compiti non devono sentirne il gravame perché questo porterà, in un futuro inevitabile, il rifiuto di assumere una qualsiasi forma di impegno lionistico con conseguente abbandono dei progetti nelle mani – spesso insufficienti – di coloro che possono permettersi tanto tempo libero. La mia esperienza – estremamente gratificante – al servizio della nostra Fondazione mi fa affermare che darò massima attenzione alle attività connesse alla raccolta fondi a favore della Fondazione stessa. È sprovveduto egoismo pensare che il denaro raccolto dalla Fondazione serva soprattutto ad interessi altrui: l’internazionalità, non solo della nostra Associazione, ma il cosmopolitismo di noi Uomini liberi ci impone di vedere nell’azione globale della Fondazione il punto più alto del “servire”. Il faro che deve guidare l’azione di ciascun club è lo Statuto dell’Associazione e quindi il Rispetto delle Regole: in tanti anni di lionismo ho verificato che molto spesso queste regole vengono disattese dai Soci, più perché le ignorano che per malafede. Allora è necessaria una maggiore informazione ed una più approfondita formazione dei Soci da parte del Distretto. Per poter continuare ad operare concretamente sul territorio, è necessaria una seria campagna di aggregazione o di abbinamento fra club. Sono fermamente convinto che molti dall’esterno ci guardino, e guardino al lionismo quale scuola di formazione, altruismo e solidarietà. Dobbiamo allora dimostrare di essere forti e coesi per combattere le ingiustizie sociali, le iniquità, le povertà morali e materiali. Impariamo, come Lions, dal nostro passato e guardiamo al futuro, vivendo con intensità il presente, e diventeremo così creatori e protagonisti del nostro destino, sapendo che il Governatore di turno, pur essendo un riferimento per tutta l’Associazione, rimane essenzialmente un socio come tutti gli altri, senza alcuna presunzione o vanagloria.

Sarà possibile realizzare tutto ciò se porremo la dovuta attenzione alla crescita associativa, fissando un obiettivo ambizioso di aumento dei soci. Anche io ho un sogno: sarei felice se, dopo lunghi anni di decremento del numero dei soci, ponessimo un freno a tale emorragia. È una sfida. Per me e per voi. Da sempre, colui che raccoglie il guanto gode della mia ammirazione perché, nell’animo, è un vincente. Raccogliamo assieme il guanto.

L’unione fa la forza: potremo vincere e rendere il nostro Distretto più forte, più grande, più unito.

Bernardino Salvati