LIONS CLUB 108 TB | Relazione programmatica
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Relazione programmatica

Relazione programmatica

PREMESSA
We Serve. Per il benessere e la felicità.
All’Europa Forum di Sofia (Bulgaria) il Vice Presidente Internazionale Naresh Aggarwal, nell’incontro con i Vice Governatori, ci ha anticipato, esprimendosi con forza e convinzione, quali sono gli obiettivi del suo anno e le strategie di medio termine. Al discorso ha fatto seguito una breve mail di cui riporto il testo perché rappresenta la linea guida delle attività che propongo candidandomi alla carica di Governatore Distrettuale. Scrive Naresh Aggarwal: «Lasciate che cominci con una grande notizia. Innanzitutto, come deciso dal Board Internazionale, il mio tema sarà mantenuto per almeno tre anni, invece del solito anno. Inoltre, siamo adesso pronti ad annunciare il nuovo slogan al mondo lionistico. Lo slogan è: «We Serve». «We» (Noi) è la parola più forte della lingua inglese, mentre «Serve» (serviamo) è la parola più forte per i Lions e per le menti illuminate che si preoccupano del futuro. Ho scelto «We Serve» perché sottolinea la nostra missione di servizio umanitario globale.

«We Serve» è una frase che ha un’estrema forza. «We» rappresenta il potere di 1,4 milioni di soci, mentre «Serve» esprime la nostra azione chiara e determinata e la nostra capacità di trasfor- mare ogni singolo centesimo in service, per rispondere ai bisogni più urgenti del mondo. «We Serve » definisce il nostro impegno di service a favore del prossimo e, inoltre, rappresenta l’unione tra noi Lions e tra i Lions e le co- munità che serviamo. Non vedo l’ora di poter servire insieme a voi nell’anno Lions 2017- 2018. Insieme, porteremo avanti la nostra tradizione di service. Insieme, renderemo il mondo migliore per tutti e lasceremo alle future gene- razioni un’eredità di service duratura».
In qualità di candidato alla carica di Governatore, la mia attività sarà dedicata a promuovere e sollecitare i club a svolgere i Service, dal progetto Martina al Poster per la Pace, dal Campo Emilia ai Service del Centenario, dal sostegno alla nostra Fondazione (LCIF) alla collaborazione e condivisione delle iniziative con i Leo, in definitiva tutte quelle attività che caratterizzano e qualificano la nostra Associazione.

 

I BISOGNI DELLA COMUNITÀ
Mission dei Lions Club: “Dare modo ai volontari di servire la propria comunità, rispondere ai bisogni umanitari, promuovere la pace e favorire la comprensio- ne attraverso i Lions Club”. Conoscere i bisogni delle comunità per realizzare service.

Se formulo questa domanda ad un Lions: «Perché sei socio in un Lions Club?» la risposta più semplice, quella che dovrebbe essere la più scontata è: «Perché voglio migliorare la società nella quale vivo, mettendo a disposizione il mio tempo, le mie doti e il mio denaro». Se con il mio operare voglio «migliorare», vorrà dire che in prima istanza devo comprendere tutto ciò che presenta delle criticità e per fare questo devo poter condividere una «missione»; quella dei Lions è enunciata in modo sem- plice ed efficace. Come soggetti che operano e vivono in una comunità dobbiamo, pertanto, porci nelle condizioni di saper ascoltare e poter cogliere o interpretare i fattori limitanti il soddisfacimento di quei bisogni che permettono il progresso, il be nessere e la felicità. Le numerose e complesse analisi sociologiche che sono state condotte ci dicono che tutti i bisogni sono tra loro fortemente integrati.

Non è certamente sufficiente una classificazione di tipo gerarchico; se così fosse i tanti nostri problemi socio-economici potrebbero essere risolti mediante strumenti strutturali e facilmente programmabili. In un contesto di tale complessità è impor- tante che ogni club riesca a vivere in stretto contatto con il territorio; solo così è possibile cogliere i bisogni della comunità nella quale opera. È noto che l’elemento «territoriale», in senso stretto, non è più un criterio seguito per l’ingresso di nuovi soci (cooptazione dei soci), ma ugualmente il club deve farsi parte diligente delle istanze che provengono dal contesto territoriale. Saper cogliere e interpretare i biso- gni della comunità è il prerequisito indispensabile per realizzare service efficaci e in sintonia con la mission dell’Associazione. Ciò premesso, sarà importante nel corso delle visite ai club conoscere quali sono le azioni e i programmi che si intendono realizzare per soddisfare i bisogni delle comunità dai quali poi sono scaturite le attività di service, sia quelle del passato che quelle programmate nell’Anno Sociale.

 

I CLUB E IL DISTRETTO
Gestire e promuovere la crescita associativa e lo sviluppo di nuovi club. Gestire e promuovere lo sviluppo della leadership al livello di club e di Distretto. Promuovere la Fondazione Lions Club International (LCIF) e tutte le attività di servizio dell’Associazione.
Nel 1917 Melvin Jones intuisce che un’associazione di club avrebbe avuto una forza incredibile e sarebbe stata più incisiva ed efficace per qualunque attività di servizio che si volesse intraprendere e realizzare. Tutti sanno che da questa idea nasce il Lions Club International, un’Associazione tra club. I club sono quindi le cellule di un grande e articolato organismo, ma come le cellule devono potersi aggregare, unire, per adempiere alle funzioni complesse di un organo; allo stesso modo devono dotarsi degli strumenti per poter collaborare e realizzare tutte quelle attività che da soli non potrebbero mai portare a termine in modo efficace ed efficiente.

Nell’analisi dei sistemi è fondamentale definirne l’ambito, ovvero i confini che si vogliono attribuire al sistema stesso; tali confini sono sempre arbitrari, perché scaturiscono dal livello di analiticità che si vuole raggiungere. Il sistema «Associazione»
Lions è facilmente descritto dalle seguenti strutture:
• Il Club;
• Il Distretto con funzioni di formazione, coordinamento, promozione e indirizzo;
• Il Board (Consiglio Internazionale).
Data la dimensione internazionale, sono necessarie strutture di coordinamento na- zionale e sovranazionale come i Multidistretti e le Aree geografiche.
In diversi incontri ho riportato una mia «interpretazione» del nostro logo. Il profilo del Leone rivolto a sinistra guarda verso il territorio del club, mentre il profilo che guarda verso destra è orientato al mondo e quindi all’ambito internazionale della nostra Associazione. Il nostro logo si potrebbe quindi definire «glocal», perché operiamo per la tutela e la valorizzazione di identità, tradizioni e realtà locali, pur all’interno di un orizzonte globale.
Si comprende facilmente come il Distretto sia l’organismo di un sistema strutturato ed organizzato, che ha come obiettivo quello di farsi «promotore» di attività di crescita associativa, leadership e attività di servizio. In un sistema così concepito i club hanno relazioni tra loro e con il Distretto, con rapporti di tipo paritario e non gerarchico. Questa è la ragione fondamentale per cui il ruolo del Governatore è quello di promuovere e gestire crescita, sviluppo, attività di servizio in collaborazione e in accordo con tutte le iniziative dei club. Gli Officer Distrettuali hanno la funzione di garantire e mantenere le relazioni tra i club e il Distretto; in particolare, saranno concordate e definite dal Gabinetto Distrettuale modalità operative in grado di garantire un’efficace e non dispersiva attività programmatoria e conseguentemente facilitare la comunicazione e l’informazione interna.

 

I SERVICE
I club concretizzano la mission dell’Associazione realizzando service: è opportuno fornire ai club le informazioni che sono contenute nelle linee pro- grammatiche sviluppate a livello internazionale. Al momento si possono così riassumere.
1. Realizzare ed eventualmente completare i service del Centenario sui 4 ma- cro temi: Giovani, Fame, Ambiente e Vista.
2. Promuovere iniziative per la raccolta fondi da destinare alla LCIF.
3. Prendere consapevolezza delle linee strategiche che si andranno a svilup- 
pare con la campagna quinquennale Lions LCI Forward.
4. Fornire tutto il supporto necessario alla realizzazione dei service in grado di 
soddisfare i reali bisogni della comunità nella quale opera e agisce il club.
5. Fornire ai club il supporto organizzativo del Distretto per la realizzazione 
dei service nei quali sono coinvolti più club.
6. Fornire il supporto necessario al fine della corretta ed efficace rendiconta- zione dei service effettuati.

Durante i corsi di formazione verranno fornite indicazioni e consigli per la progettazione e la realizzazione dei service. Si auspica che i club, nel presentare i progetti dei service, abbiano seguito il modello denominato S.M.A.R.T. (Specifico, Misurabile, Attuabile, Realistico, Tempo). In sintesi, l’acronimo sta a significare che il progetto è:
1. Specifico – un progetto specifico riguarda, ad esempio, la donazione di una lavagna multimediale (LIM); essere generici comporta successivamente la difficoltà nella realizzazione del progetto stesso, se si propone di acquistare materiale didattico si è troppo generici.
2. Misurabile – è necessario effettuare stime e previsioni altamente attendibili in modo tale da definire l’impegno che dovrà essere sostenuto dal club compatibil- mente con le risorse a disposizione.
3. Attuabile – solo se ci sono le risorse il progetto diventa attuabile, o se in ogni caso non ci sono vincoli, ad esempio di tipo normativo, che ne impediscono la realiz- zazione.
4. Realistico – è giusto presentare progetti ambiziosi e di ampia portata, è però sempre opportuno che vengano analizzati i vincoli oggettivi, quali le risorse finanziarie, le competenze, le risorse umane e il contesto complessivo nel quale si realizzerà il progetto.
5. Tempo – è importante che nella fase di progettazione del service si consideri il tempo necessario alla realizzazione. Si auspica la costruzione di service che non si completino in un solo anno sociale, perché sarebbe significativo del fatto che nell’ambito del club si inizia a programmare attività sempre meno legate ad inizia- tive dei singoli ma condivise tra più Officer e con tutti i soci.
I service devono essere in grado di impattare concretamente sulle comunità perché solo così sono efficaci e diventano stimolo per attrarre nuovi soci disposti a servire. È il club che progetta e realizza i service. Il Distretto può avere l’importante ruolo di promozione e, nei limiti dei suoi compiti, può fornire un supporto organizzativo. Si auspica pertanto che i club possano collaborare tra loro, nei diversi comprensori territoriali, al fine di realizzare service condivisi. Nell’ambito degli organi distrettuali verranno definite e concordate procedure tali da facilitare la collaborazione, la con- divisione e la realizzazione di service tra più club. L’attività conclusiva di ogni service è la rendicontazione che ha tre finalità:
1. Mantenere informati i club e tutti coloro che vi hanno collaborato;
2. Mantenere informata l’Associazione;
3. Non disperdere nel tempo quell’immenso patrimonio di service che vengono fatti 
e di cui si perde traccia.
Il programma MyLCI di cui si auspica il completo utilizzo, a partire dal prossimo Anno Sociale, ci permetterà di adempiere alle prime due finalità, mentre potrebbe essere utile predisporre uno schema per la memorizzazione del progetto realizzato su supporto informatico a disposizione del club e degli organi distrettuali.

 

LO SVILUPPO ASSOCIATIVO
Obiettivo dell’attività di supporto ai club. Riguarda la definizione di concreti e realistici piani di crescita associativa. La crescita associativa è elemento imprescindibile per il perseguimento della missione dell’Associazione. Non si esclude la promozione della costituzione di un nuovo club qualora si concretizzassero tutte le più idonee condizioni. Si intraprenderanno azioni in accordo con il GMT per un piano di crescita associativa della componente femminile. È specifico compito del Governatore promuovere la crescita associativa nella piena consapevolezza che l’ingresso di nuovi soci è prerogativa degli organi del club. Da oltre 12 anni il numero dei soci del Distretto registra un costante calo, in alcuni anni particolarmente accentuato, mentre in altri più ridotto, ma in ogni caso il saldo è negativo. Lo sviluppo associativo non è inteso come un mero incremento numerico, ma è necessario che sia gli attuali membri dei club sia i nuovi soci abbiano la piena consapevolezza dei nostri Scopi e delle modalità mediante le quali intendiamo perseguirli. Le cause di uscita di soci sono diverse, la più comprensibile è quella dipendente dall’età, infatti si rileva che nell’ A.S. 2003/2004 il 20,7% dei soci aveva un’età superiore ai 70 anni, nell’A.S. 2015/2016 i soci appartenenti alla stessa classe di età sono diventati il 35,6%. Dall’analisi dei dati emerge che oltre un terzo dei soci che abbandona il Club ha meno di 60 anni; questo dato deve farci riflettere perché può essere sintomatico di un certo «disagio» delle componenti più giovani e presumibilmente più attive. Solo il club e i suoi officer sono in grado di effettuare la valutazione su tale fenomeno. I dati a disposizione evidenziano differenze tra i club in relazione al numero e al tipo di uscite, in ogni caso l’attenzione per i soci da parte degli officer del club e il reciproco rispetto tra i soci, soprattutto perché uniti dalle finalità dell’Associazione, sono le condizioni in grado di ridurre l’uscita di soci anagraficamente più giovani. Per promuovere la crescita associativa i club verranno sensibilizzati a pianificare le azioni, e in questa attività saranno affiancati e supportati dall’intero GMT.

 

LA FORMAZIONE
Per lo sviluppo dell’Associazione è necessario un adeguato e incisivo programma di formazione.
Rilevanti risorse sono destinate da LCI alla formazione, a tutti i livelli, per i soci, per gli officer di club, per gli Officer distrettuali e infine per gli Officer internazionali. Si deve però prendere atto che gli sforzi profusi non sempre danno i risultati sperati, soprattutto a livello dei soci e degli Officer di club, nel particolare, il ruolo e le funzioni del GLT non sono note e se ne ha un’idea assai vaga.
I nostri stili di vita e di lavoro sono profondamente cambiati; è dunque necessario che il processo formativo si adegui, e sono pertanto da organizzare occasioni differenti in grado di suscitare nei partecipanti l’entusiasmo dell’apprendere. Non si esclude l’utilizzo di mezzi informatici, soprattutto quelli destinati agli Officer maggior- mente disponibili all’innovazione.

Il GLT, confrontandosi e collaborando con il GMT, potrà elaborare percorsi differen- ziati, anche se con le medesime finalità, tenendo conto delle specificità e attitudini dei soci che ricoprono incarichi sia a livello di club che di Distretto. Per completare il percorso formativo si terrà conto degli sviluppi a livello del Multidistretto 108 Italy, intenzionato ad abbandonare l’attuale procedura di amministrazione del database che gestisce le anagrafiche dei soci così come tutta la reportistica prevista a livello internazionale, per rendere operativa, in tutte le sue funzioni, la procedura denominata MyLCI. Se tale «migrazione» avverrà nel corso dell’attuale Anno Sociale 2016- 2017, nel corso dell’anno 2017-2018 verranno effettuate sessioni di aggiornamento/formazione specifiche per gli Officer di club.

Piero Augusto Nasuelli
Reggio Emilia, 12 febbraio 2017