Relazione programmatica del Governatore - LIONS CLUB 108 TB
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Relazione programmatica del Governatore

Relazione programmatica del Governatore

Carissime Amiche e Carissimi Amici,
con fisiologica emozione e grande consapevolezza della carica che ricoprirò, sono qui quest’oggi a redigere quelle che saranno le linee guida della mia annata.
Una premessa è necessaria: non si può prescindere dal momento storico nel quale ci troviamo a servire la nostra comunità. Sono purtroppo trascorsi gli anni d’oro. Negli anni ‘80 e ‘90 la nostra Associazione era in piena espansione, erano quelli gli anni del benessere economico.

Il mondo si muoveva più lentamente: non esistevano PEC, messaggeria istantanea ed e-mail. Le guerre erano lontane, così come la crisi economica.
Non sono un sociologo e non voglio esserlo. Tuttavia, è evidente quanto sia tutto cambiato. Il mondo è veloce, velocissimo. Le famiglie si poggiano su equilibri diversi. La carta stampata non la fa più da padrona e le informazioni girano prima sui social network, corrette od errate che siano.
In questo nuovo contesto, la nostra Associazione, rispetto ad altre, ha avuto un rilevante problema di adeguamento, che sta tuttora scontando. In un primo momento siamo rimasti legati ad arcaiche logiche conservatrici, a dinamiche di un mondo che non c’è più.
Successivamente, rendendoci conto che la società era in un divenire senza ritorno, abbiamo provato ad adeguarci, in maniera frettolosa e senza un piano di azione ben delineato. La conseguenza di ciò è stata un ibrido che ha perso di vista le nostre tradizioni senza essere stato capace di rimanere incollato alla realtà.

In questi termini ho elaborato il mio concetto di delicato rinnovamento. Espressione che mi ha accompagnato dal primo confronto elettorale alla carica di SVDG del Distretto Lions 108 Tb.
Non bisogna stravolgere, abbisogniamo di un adeguamento.
Il Distretto deve adeguarsi alla società e mettere a disposizione di tutti i Club gli strumenti che permettano loro di ritornare competitivi nel proprio territorio.
Alcuni pensano che il nostro formalismo sia un limite al ricambio generazionale. Non condivido. La forma è sostanza e ci contraddistingue da altre meritevolissime associazioni.
Il delicato rinnovamento, a mio giudizio, passa necessariamente da un’organizzazione che permetta ai giovani di poter essere parte attiva del mondo associativo, dallo scardinare vecchie desuetudini, dall’avere una comunicazione adatta ai tempi, dall’essere consapevoli di una nuova modalità di servizio da diffondere e da una formazione, trasparente e capillare, che permetta a tutti i soci, dal Governatore al nuovo socio, di avere piena consapevolezza della nostra azione, del nostro codice etico e dell’importanza dell’essere LION in ogni momento della vita quotidiana. Non solo quando si indossa la spilla.

Comunicazione: Elemento nevralgico sul quale lavorare

Per comunicazione si deve intendere sia quella esterna, ovvero quella rivolta verso i cittadini e gli enti territoriali con lo scopo di informare sulle attività (extension), sia quella interna, ovvero verso i Presidenti di Club ed, in generale, a tutti i soci del Distretto.

Comunicazione esterna
L’obiettivo primario è arrivare a porre in essere una comunicazione esterna caratterizzata dai seguenti requisiti:

  • Uniformità
    Troppo spesso vediamo uscire dai nostri Club locandine che propagandano eventi, raccolte fondi e, comunque, attività di servizio, così variegate da non essere riconducibili alla nostra Associazione. Assistiamo a turbinii di loghi (molti Club adottano ancora il logo vecchio), poster confusionari, mancanza di identità comunicativa. Per poter agire efficacemente sulla collettività necessitiamo di un modello uniforme, etero-determinato ex ante che permetta al fruitore di capire da subito che si tratta della nostra Associazione. LCI ha messo a disposizione dei Club la “Guida all’utilizzo del marchio”, uno strumento perfetto al quale uniformarci per avere sul territorio Distrettuale un modo unico di comunicare.
  • Divieto di autoreferenzialità
    Una corretta comunicazione esterna non può vedere i nostri soci protagonisti dell’attività di servizio. Chi deve apparire sono i destinatari dei service, coloro che ricevono beneficio dal nostro operato. Non dobbiamo essere “noi” a parlare di “noi”, ma i terzi destinatari a raccontare la meraviglia e l’utilità della nostra azione.
  • Ausilio per i Club
    Desidero inserire in ambito Distrettuale un professionista che curi le relazioni con la stampa in ogni provincia del Distretto, in maniera che i rapporti con quest’ultima non dipendano dalle conoscenze del singolo Presidente ma, vengano curate costantemente, di anno in anno, in modo che ogni Club possa usufruirne. Ciò garantirebbe anche che, in occasioni di attività di servizio che riguardano l’intero Distretto (es. Lions Day), si possa uscire in maniera compatta, non solo sulla stampa locale ma, anche, su quella di rilievo regionale.
    Lo stesso discorso deve affrontarsi in ambito Social Network. La nostra è un’Associazione che vanta migliaia di soci, non si può prescindere dall’ausilio di un Social Media Manager professionista.
    Quest’ultimo dovrà curare non solo i canali Social del Distretto (Facebook – Instagram) ma, anche, essere vero e proprio riferimento per ogni Club. Ciò potrà avvenire attraverso incontri formativi con i referenti di ogni singolo Club, prestando aiuto quando richiesto e predisponendo materiale adeguato (es. template).

Comunicazione interna
Nodo gordiano della nostra Associazione. Si assiste negli ultimi anni ad una proliferazione di comunicazioni che nulla ottengono se non portare il ricevente a leggere in maniera non attenta o, ancor peggio, non aprire più le e-mail. Serve un’ottimizzazione e una semplificazione del sistema comunicativo interno.

  • Leadership (Formazione)
    Primo elemento sul quale intervenire è la formazione. Si deve superare il baratro che si è creato tra Club, Distretto, Multidistretto e LCI. Allo stato attuale si viaggia su binari differenti. I Club devono capire l’importanza delle nuove figure (GLT, GST, GMT) senza che ciò avvenga in maniera impositiva, percependone l’utilità.
    Ciò potrà avvenire solamente affiancando ai formatori attuali nuove figure che in maniera capillare possano essere al fianco dei singoli Club.
    Serve, inoltre, garantire una preparazione completa a tutti coloro che ricopriranno incarichi Distrettuali.
    Infine, serve una maggiore pubblicizzazione e successiva comunicazione dei corsi di formazione LCI, dando la possibilità a tutti i soci in possesso dei requisiti previsti di poter chiedere di partecipare.
  • Membership (Appartenenza)
    Elemento cruciale sul quale si gioca il destino della nostra Associazione. Sia intesa come extension che come retention. L’obiettivo non è solo incrementare il numero dei Club e dei Soci, ma limitare al massimo le dimissioni. Bisogna perciò intervenire su alcuni fattori:
    Attrattività: strettamente legata alla comunicazione esterna. Il nostro modo di comunicare è ciò che il mondo esterno percepisce di noi.
    Benessere dei Club: i Presidenti ed i soci sono troppo spesso “stressati” da obiettivi da raggiungere, numeri e percentuali da rispettare. Il primo service di ogni Club è il Club stesso. Il Distretto non deve imporre o pretendere, ma deve agevolare. I Club devono potersi dedicare a riscoprire una propria egemonia interna, atta a rendere gioiosa la partecipazione dei singoli soci. Una volta rimotivato, ognuno degli associati potrà dedicarsi con maggior passione all’attività di servizio e coinvolgere esterni in queste ultime.

Service

Scopo ultimo principale del nostro essere. Senza l’attività di servizio non esiste la nostra Associazione. Tuttavia, si rende doveroso fornire gli strumenti ai Club per realizzare un’attività di servizio che vada al di là delle “tradizionali” elargizioni di denaro o in attività materiale (Raccolta Alimentare, etc). Risulta fondamentale trovare nuove modalità per reperire fondi all’esterno della nostra Associazione. Ci sono infinite opportunità e noi dobbiamo essere capaci di sfruttarle.
Penso ai bandi regionali, al crowdfunding ed al fundraising. Alcuni Club si sono già attivati in tal senso. Noi Lions dobbiamo pensare in grande e nulla ci impone di coinvolgere anche enti pubblici o privati verso la realizzazione di un service. Ciò è possibile perché noi abbiamo una qualità che viene prima dell’elemento patrimoniale: la credibilità.
Infine, sempre in relazione ai service, auspico si riescano a realizzare campagne globali che coinvolgano tutti i Club del Distretto.
Un’azione uniforme, orientata verso un unico obiettivo, non solo porterebbe ad uno straordinario risultato ma porrebbe anche le basi per un’importante campagna di visibilità, con tutte le conseguenze annesse.

LCIF

La nostra Fondazione è uno strumento imprescindibile per la nostra attività di servizio. LCIF ci permette di realizzare service di fortissimo impatto che, altrimenti, i Club non sarebbero mai in grado di realizzare da soli. Negli ultimi anni si è fatto tantissimo, sia in termini di comunicazione che in termini di risultati concreti raggiunti. Serve però un ulteriore passaggio. Una maggior consapevolezza e conoscenza di questo strumento da parte di tutti i soci (comunicazione interna).
Infine, anche per LCIF si rende necessaria una nuova modalità di reperimento fondi. Anche in questo caso, come quest’anno si è già iniziato a fare, bisogna rivolgersi anche all’esterno.

Giovani

Altro punto focale sul quale si deve concentrare l’attenzione. Il Distretto deve mettere a disposizione dei Presidenti strumenti volti ad agevolare l’ingresso dei giovani nella nostra Associazione e la loro partecipazione alla vita associativa. Bisogna comprendere prima ed intraprendere poi quell’improrogabile percorso di ricambio generazionale che tanto fatica a decollare.
La Leo – Lions Transition non è sufficiente. Bisogna realizzare strumenti ad hoc e iniziative appositamente mirate a ciò.
L’attenzione verso i giovani, però, deve essere incentrata anche su quelli già presenti al nostro interno. Bisogna garantire che, a prescindere dal dato anagrafico, chiunque possa vivere appieno il nostro mondo e farsene portavoce in maniera positiva all’esterno e, magari, impegnarsi a ricoprire cariche.

LEO. Patrimonio da sostenere ed incoraggiare

I LEO non devono più essere considerati uno strumento esecutivo delle nostre attività. I LEO devono essere coinvolti già nella fase ideativa e creativa del nostro agire.
Come LIONS però, consapevoli della pariteticità dei ruoli, dobbiamo garantire ampia autonomia senza limitare o veicolare l’azione dei LEO, tuttavia, quando richiesto, dobbiamo essere pronti e capaci di coadiuvare la loro azione. Anche pronti a rimuovere quei fisiologici ostacoli che potrebbero trovare per il raggiungimento degli obiettivi.

Per l’annata, inoltre, i LEO saranno inseriti ufficialmente nel Gabinetto Distrettuale, non solo nella figura del Presidente del Distretto Leo, ma, anche con l’utilizzo della Liaison Leo-Lions che prevede la presenza di n.2 LEO all’interno del Gabinetto con potere consultivo.
Ciò sarà fondamentale anche per promuovere il confronto con figure che, necessariamente, sono portatrici di una visione più giovane e dinamica della realtà esterna.

Concludo, enunciando gli elementi più importanti che cercherò di trasmettere nella prossima annata, senza i quali, nulla di quanto sopra esposto acquisirà mai una reale utilità, venendo meno la causa stessa del nostro stare assieme, ovvero l’orgoglio di appartenenza e l’amicizia.

Dobbiamo tornare ad essere orgogliosi di essere Lions e consapevoli che l’attività di servizio e la gioia del costruire assieme necessitano di un elemento primario imprescindibile: l’amicizia.

Giorgio Ferroni